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Come difendere i diritti degli animali

e vincere le battaglie in loro favore

 

Capitolo 2

Alla scoperta della tua Etica Animale e dei diritti degli animali

1. Etica Animale

 

Etica animale

"La filosofia dovrebbe mettere in discussione i principi di un'epoca. Riflettere, in modo critico e con attenzione, su quello che la maggior parte della gente dà per scontato è, a mio avviso, il principale compito della filosofia, ed è questo compito che rende la filosofia un'attività di valore." Peter Singer (1)

 

Le origini

Quando si fa animalismo in modo attivo è necessario conoscerne i motivi ed essere in grado di difendere le proprie azioni razionalmente. Il coinvolgimento emotivo a favore della causa degli animali non è sufficiente perchè le opinioni contrarie potrebbero essere altrettanto emotive e ciò creerebbe una situazione di stallo. Al contrario, fornendo una base razionale alle nostre argomentazioni è possibile convincere gli altri della correttezza della nostra causa e convertirli ad essa, il che significa sicuramente fare animalismo. Anche gli avversari più emotivi, se condotti a comprenderne il senso, sono suscettibili alle argomentazioni razionali.

Questo capitolo illustra le origini razionali dei diritti degli animali in modo che, dal punto di vista filosofico, tu possa avere dei riferimenti di base da sviluppare. Inizialmente vengono trattate le ampie origini dell'Etica Animale, poi viene definito il concetto di "diritto" e, infine, viene fatto un confronto tra la teoria dei Diritti degli Animali, l'Etica Animale ed altre prospettive.


Etica

Chi si domanda metodicamente il significato e lo scopo della vita è un filosofo, non importa se dilettante o professionista. L'etica è la parte della filosofia che si chiede come le persone dovrebbero vivere la loro vita e come dovrebbero comportarsi le une con le altre. L'Etica Animale segue gli stessi principi, ma include anche gli animali. Robert Garner nel suo libro "Animal Ethics" dice: " L'Etica Animale si prefigge di esaminare le convinzioni sullo status morale degli animali non umani". (2) Si può definire l'Etica Animale in modo più ampio affermando che essa studia quale sia il miglior modo di agire per il bene morale degli animali (compreso l'uomo), cercando di comprendere le questioni morali degli animali e degli umani attraverso la conoscenza e il ragionamento. Perciò l'Etica Animale è un esercizio pratico oltre che cognitivo.


Importanza dell'Etica Animale

Il nostro rapporto con gli animali si basa su convinzioni che assorbiamo dalla nostra educazione e dai costumi sociali. Accettiamo queste convinzioni, spesso dando fiducia alla saggezza degli anziani, senza contestarle o analizzarle. Ma le convinzioni di cui non si ha coscienza possono fare danni enormi. Tutti noi abbiamo contatti, diretti o indiretti, con gli animali: vivendo in campagna, mangiandoli, allevandoli, andando allo zoo, utilizzando prodotti testati o impiegando prodotti per la pulizia che contengono componenti di origine animale. Tuttavia la maggior parte delle persone non si rende conto della sofferenza e del dolore che l'umanità infligge loro, perchè questi crimini vengono perpetrati solitamente fuori dalla nostra vista e, là dove fuoriesce solo la punta dell'iceberg, sono tollerati come normali.

Questo è il punto. Dobbiamo riconoscere che il danno che gli esseri umani stanno facendo agli animali è pari ad un olocausto e, se vogliamo fare progressi civili, dobbiamo capire ciò che stiamo facendo nei loro confronti e pensare a come dovremmo trattarli. Tutti noi dobbiamo giustificare e difendere le nostre relazioni con gli animali alla luce dell'Etica Animale. Una questione etica si pone quando si pensa che qualcosa di dannoso o di sbagliato stia succedendo e bisognerebbe fare qualcosa al riguardo. Se facciamo male ai nostri simili dobbiamo giustificare il motivo per cui lo facciamo, e se non siamo in grado di giustificare le nostre azioni allora non dobbiamo agire in quel modo. Perciò, l'Etica Animale è lo strumento che ci consente di analizzare criticamente il nostro comportamento verso gli animali, di chiederci cosa stiamo facendo loro, perchè lo stiamo facendo, cosa potremmo e cosa dobbiamo fare di più - e farlo.


Glossario

Prima di andare avanti, una sintesi di alcuni concetti chiave menzionati in questo capitolo può essere utile.

  • Senziente: essere vivente in grado di soffrire e provare piacere.

  • Diritti morali: forme di tutela o prerogative riconosciute per ragioni morali.

  • Status morale: condizione in cui si viene riconosciuti degni di considerazione morale e di diritti morali.

  • Interesse: impegno nel perseguire il potenziale naturale di una vita.

  • Valore intrinseco: un valore che è indipendente dalla sua utilità.

  • Pari considerazione dei diritti: stesso rispetto per il benessere di tutti.

  • Specismo: pregiudizio a favore della propria specie.

  • Utilitarismo: teoria che afferma che un'azione è moralmente giusta se procura il massimo del vantaggio al massimo numero di persone.


Ora uno schiaffo dalla storia

Che gli animali siano stati creati ad uso umano è una convinzione comune, perlomeno nella società occidentale, sostenuta dai tempi dell'Antico Testamento fino a Darwin (1809 - 1882). Aristotele (384 - 322 a.c.) pensava che gli animali esistessero per fornire agli uomini cibo e altri prodotti; Tommaso d'Aquino (1225 - 1274) affermò che è ammissibile uccidere animali e che li possiamo trattare come ci pare, e Cartesio (1596 - 1650) sostenne che gli animali sono robot senza cervello che non possono soffrire, con la conseguenza che possiamo fare loro qualsiasi cosa vogliamo.

Gli esseri umani hanno sempre dovuto sottolineare le differenze tra l'uomo e la bestia per mantenere e difendere la fede nella propria superiorità. Una mente razionale affermerà che gli animali non ragionano, mancano d'intelligenza, linguaggio e creatività. Una persona religiosa dirà che gli animali non sono fatti ad "immagine di Dio" e, sebbene alcuni di loro apprezzino e ammirino gli animali in quanto creature di Dio, molti di loro sono poco sensibili alla sfortuna e alla sofferenza animale. Generalmente, le persone tutelano alcuni animali, ma solo se questi sono di loro proprietà.

Darwin, invece, contribuì in maniera significativa alla demolizione della centralità della razza umana sostenendo che gli animali e l'uomo si sono evoluti dagli stessi antenati (sebbene non ebbe il coraggio di metterlo nero su bianco). Una discendenza evolutiva comune spiega il perchè gli esseri umani condividono lo stesso aspetto con alcuni animali, in particolare con le scimmie. Queste affermazioni scioccarono il pubblico vittoriano del periodo di Darwin, ma la sua teoria evoluzionistica è ormai ampiamente accettata.

Le affermazioni di Darwin diedero origine ad un dilemma etico: gli animali e l'uomo sono simili, quindi, se gli esseri umani hanno uno status morale devono averlo anche gli animali. La maggior parte della filosofia occidentale ha sorvolato la questione dello stato morale degli animali considerandola banale e insignificante. Tuttavia, grazie a filosofi illuminati come Peter Singer (cfr. Capitolo 6), dal 1970 è iniziato un vivace dibattito sullo status morale degli animali.

La discussione sullo status morale degli animali si fonda su principi morali basilari e comuni: è sbagliato causare sofferenza, ed è sbagliato discriminare gli altri, dando maggiore importanza al proprio gruppo. L'applicazione di questi principi, dice Singer, porta alla logica conclusione che, a livello morale, dobbiamo trattare gli animali come trattiamo gli esseri umani, considerato che gli animali hanno rilevanti somiglianze con questi ultimi.

Alcuni filosofi sensibili alla questione animale, dicono che l'unica somiglianza veramente importante e moralmente rilevante degli animali con gli esseri umani è che entrambi sentono dolore e soffrono, che sono, quindi, senzienti. Il grande filosofo inglese Jeremy Bentham (1748 - 1832) è spesso citato per aver scritto:

"Verrà il giorno in cui il resto della creazione animale potrà avere i diritti che le sono stati negati dalla mano della tirannia. ... La questione non è: possono ragionare? Possono parlare? Ma, possono soffrire?" (3).

Dobbiamo, perciò, riconoscere le analogie rilevanti tra gli animali e gli esseri umani (ad esempio il fatto che siano senzienti) e non utilizzare attributi imprecisi per giustificare l'esclusione degli animali dalla nostra considerazione morale. Tali analogie, in termini morali, coincidono essenzialmente con i bisogni fondamentali, come il diritto di riprodursi e trasmettere i propri geni, il diritto alla libertà e il diritto di non essere costretti a soffrire per il guadagno di altri (come nella sperimentazione e in agricoltura).

Tuttavia, molte persone ancora oggi non possono accettare che gli animali siano allo stesso livello morale dell'uomo, pur riconoscendo i contributi di Darwin. Ma, grazie a Singer e ad altri filosofi, ci sono più dibattiti e discussioni sugli animali ora che nel corso di tutte le epoche passate.


Come procedere?

Quando emettiamo un giudizio su ciò che vi è di bene o di male in una situazione, le nostre opinioni e le nostre azioni devono essere basate sulla conoscenza e sulla ragione. Dobbiamo esaminare i nostri pensieri e i nostri sentimenti con attenzione. Non possiamo contare completamente solo sui nostri sentimenti o sul nostro intuito perchè potremmo essere manipolati dagli scopi altrui senza rendercene conto. Non possiamo contare sulla fede, sulla religione, sull'autorità, sulla legge, sulle norme sociali, sulla tradizione, sugli standard, sulla moda, sull'impressione immediata, sull'emotività  illogica, sulla fantasia, sulla magia e su spiegazioni che non siano necessariamente razionali.

I motivi per agire eticamente possono essere semplici o complessi, influenzati dall'intuizione o dall'emozione, ma le ragioni del nostro agire etico devono essere coerenti, complete e basate sulla realtà dei fatti, sulla base delle nostre conoscenze. E le nostre motivazioni per agire eticamente devono seguire la Strada delle 6 C:

  • Chiare - comprensibili.

  • Concise - non prolisse o dispersive.

  • Compatibili - in accordo con la sensibilità di base di ciò che è giusto e buono.

  • Coerenti - senza contraddizioni.

  • Costruttive - applicabili a settori nuovi o poco conosciuti, sulla base di ciò che già si conosce o si accetta.

  • Complete - non improvvisate, ma appropriate per ciascun problema.


Teorie Etiche

Le teorie etiche (chiamate anche sistemi morali o quadri morali) offrono il modo per strutturare le nostre opinioni nel momento in cui si decide che tipo di azione morale intraprendere. Esse consentono anche di capire meglio la posizione di altre persone sulle questioni morali. I seguaci dell'etica hanno sviluppato tre influenti teorie etiche che rispondono alle tre questioni morali che l'umanità ha affrontato maggiormente durante i secoli, e la maggior parte delle posizioni etiche rientra in queste tre grandi teorie. Le tre questioni morali che l'uomo si è sempre posto sono: 1) A quali risultati devo mirare? 2) Cosa devo fare? 3) Come mi devo comportare per essere una persona virtuosa?

1. A cosa bisogna mirare?
L'Etica delle Conseguenze sostiene che si deve agire col fine di ottenere i migliori risultati e le migliori conseguenze. Questa teoria è anche detta Consequenzialismo ma è più conosciuta come Teleologia, dal greco Tèlos (=" fine o scopo") e Logos (="discorso"), cioè lo studio della finalità, la discussione intorno allo scopo.

L'Etica delle Conseguenze ha come oggetto gli obiettivi. Essa giudica la correttezza o l'efficacia delle azioni in base al valore positivo o negativo delle conseguenze prodotte. Non è necessario essere onesti o virtuosi - si può anche mentire, barare o qualsiasi altra cosa - se il risultato finale è moralmente buono. Immaginiamo che tu veda una coppia di pecore o maiali fuggire da un macello. Se credi che portarli indietro sia immorale, puoi decidere di "rubarli", nasconderli e mentire dicendo che non sai dove siano. La tua azione si concentra sul risultato, salvare gi animali dalla macellazione. Puoi decidere che il risultato è moralmente più importante che rubare e mentire.

2. Cosa devo fare?
L'Etica del Dovere sostiene che si deve fare tutto ciò che è in nostro dovere, anche se per farlo danneggiamo noi stessi o gli altri. Per il re e per il paese, che sia giusto o sbagliato, è un motto del dovere etico. L'Etica del Dovere è anche chiamata Deontologia.

L'Etica del Dovere si contrappone all'Etica delle Conseguenze. Secondo l'Etica del Dovere fare ciò che si considera essere il proprio obbligo (o dovere) è più importante dei risultati della propria azione. Un allevatore potrebbe odiare l'idea di uccidere i predatori ma accettare l'obbligo di proteggere il proprio bestiame, indipendentemente dall'impatto che la sua azione possa avere sulla flora e sulla fauna. Oppure si potrebbe decidere di liberare animali da laboratorio utilizzati negli esperimenti, perchè la propria azione è vista come un dovere nei confronti degli animali. Al contrario si potrebbe condannare chi libera gli animali da laboratorio, perchè si ritiene che un dovere primario sia la difesa del diritto e delle norme della società così come esse sono (le teorie morali possono funzionare in entrambi i sensi!).

3. Cosa devo fare per essere una persona virtuosa?
L'Etica della Virtù afferma che bisogna agire in modo virtuoso. Essa sostiene che non è possibile separare le scelte etiche dal proprio modo di essere. Le buone azioni sono il risultato di un buon carattere. Una persona di buon carattere possiede qualità personali ammirevoli, come la sensibilità, la gentilezza, il rispetto, la tolleranza, l'onestà e il coraggio. Il possesso di qualità personali ammirevoli rende una persona virtuosa. Questa prospettiva filosofica è chiamata anche Teoria della Virtù o Teoria del Valore.

L'Etica della Virtù fiorì nell'Antica Grecia. Aristotele (384 - 322 a.c.) è spesso citato come il suo principale rappresentante filosofico. Egli sosteneva che una virtù è la via di mezzo tra due vizi, come il coraggio sta tra la spavalderia e la codardia. L'Etica della Virtù fu soppiantata nel quarto secolo D.C. dall'Etica Cristiana. Tuttavia, il 20° secolo l'ha riportata in vita e modernizzata. La moderna Etica della Virtù non enfatizza specifiche caratteristiche morali, ma afferma che bisogna essere virtuosi in tutti gli aspetti della vita ed essere sempre una brava persona.

L'Etica della Virtù contrasta con l'Etica delle Conseguenze e l'Etica del Dovere, nel senso che sostiene che tutte le qualità dell'essere umano - come la ragione, l'emozione e la responsabilità - influenzano le sue considerazioni morali. Si potrebbero, per esempio, approvare o meno individui o imprese che sostengono solo chi non danneggia gli animali e la natura. Questi individui e queste imprese sono virtuosi oppure no? Sono progressisti, ammirevoli e responsabili o insensibili, negligenti e disonesti?


Teorie etiche a paragone

Queste teorie etiche - delle Conseguenze, del Dovere e della Virtù, sebbene in certi punti coincidano, si focalizzano su principi diversi. Tali principi rivelano approcci differenti ai problemi morali e suggeriscono modi differenti per la loro soluzione. La tabella che segue evidenzia i contrasti e le caratteristiche principali di queste teorie.

 

Tabella 1. Teorie etiche

Confronto tra l'Etica delle Conseguenze, l'Etica del Dovere e l'Etica della Virtù

 

Etica delle Conseguenze

Etica del Dovere

Etica della Virtù

Chiede

Come faccio ad ottenere il miglior risultato?

Quali sono i miei obblighi e i miei doveri?

Quali devono essere le azioni per essere una persona virtuosa?

La moralità è

Fare ciò che è possibile per ottenere i migliori risultati.

Fare il proprio dovere.

Fare ciò che farebbe una persona virtuosa.

Si concentra su

Il miglior risultato che si può ottenere.

Il dovere che si è tenuti a compiere.

Ciò che la persona virtuosa dovrebbe fare.

La preoccupazione principale è

Il valore dei risultati - non il dovere o le qualità del carattere.

Fare il proprio dovere - a prescindere dalle conseguenze e dal carattere.

Il carattere morale - non le conseguenze o il dovere.

Aspira a

Fare il bene.

Fare bene il proprio dovere.

Sviluppare il carattere morale.

Esempio

Utilitarismo.

Egoismo etico.

Teorie etiche basate sui diritti.

Ebraismo.

Cristianesimo.

Buddismo.

Confucianesimo.

Virtù cristiane

 

Scelta di una teoria etica

Quale teoria etica (Conseguenze, Dovere o Virtù) si dovrebbe seguire per risolvere un problema etico?

La risposta potrebbe dipendere in parte dalla tua personalità. Si potrebbe essere più preoccupati per le conseguenze delle proprie azioni e perciò essere orientati a fare il proprio dovere, o viceversa. Oppure, si potrebbe essere più preoccupati del proprio essere virtuosi.

Un altro suggerimento comunemente adottato per la scelta della teoria da seguire è quello di scegliere quella che sembra più adatta alle circostanze. Ad esempio:

  • L'uso dell'Etica delle Conseguenze potrebbe essere utile per trattare con grandi numeri. Potresti dover decidere di salvare un gran numero di animali, a discapito di una minoranza di altri - buone conseguenze per alcuni animali, cattive conseguenze per altri.

  • L'uso dell'Etica del Dovere potrebbe essere utile per far fronte ad obblighi in conflitto tra loro. Se tu fossi un allevatore sapresti di avere l'obbligo di portare il bestiame al macello. Così il tuo dovere primario sarebbe quello nei confronti delle persone, cui procuri nutrimento, e il tuo dovere secondario nei confronti degli animali, verso cui ti comporteresti nel modo migliore che ti permettono gli interessi economici.

  • L'uso dell'Etica della Virtù potrebbe essere utile per far fronte a decisioni personali, applicando la gamma delle facoltà cognitive (ragione, esperienza, logica, ecc) ed emotive (intuizione, convinzioni, fede, ecc) per agire in modo virtuoso. Così, per esempio, è giusto mangiare animali? Il tuo ragionamento potrebbe essere questo: come persona virtuosa dovrei essere sensibile verso tutte le creature; pertanto non devo causare sofferenza; quindi non devo mangiare animali.

C'è un terzo modo per scegliere quale teoria etica seguire. Queste teorie (delle Conseguenze, del Dovere e della Virtù) talvolta si completano a vicenda. Quindi, se due o tutte e tre supportano i tuoi giudizi morali e le tue azioni, probabilmente sei sulla strada giusta. Ad esempio, la scelta di smettere di cacciare le balene potrebbe essere motivata dal fatto che viene sconvolto l'ecosistema (Etica delle Conseguenze), che le balene si estingueranno (Etica del Dovere), o perchè semplicemente non viene ritenuta una cosa giusta (Etica della Virtù). Perciò si dovrebbe sempre prendere in considerazione ogni teoria etica per trovare la soluzione migliore.

Anche se si preferisce una teoria etica rispetto alle altre, bisogna tenerle in considerazione tutte e tre in modo da essere consapevoli di come possano sorgere divergenze etiche, quando una persona sostiene una teoria etica che si scontra con quella sostenuta da qualcun altro. Un torero o un sostenitore della caccia alla volpe possono difendere le loro azioni intendendole come conservazione della tradizione. Al contrario, si potrebbe sostenere che nessun amante degli animali li ucciderebbe per sport. Questo può essere visto come un caso di Etica del Dovere contro Etica della Virtù.


Le idée filosofiche funzionano?

Intere generazioni acquisiscono idée filosofiche e valori senza rendersene conto e senza sapere da dove provengono le proprie idee e i propri valori. Molte delle nostre idee e dei nostri valori ci giungono da individui che hanno vissuto, pensato e sono morti prima di noi, per esempio John Locke e Karl Marx. Poche cose nella società umana sono più importanti delle rivoluzioni e le rivoluzioni sono sostenute da idee filosofiche. John Locke (1632 - 1704), medico inglese, funzionario pubblico e filosofo, ha significativamente contribuito a gettare le fondamenta della società liberale. Durante la sua vita, le sue idee sul governo, sulla tirannia e sui diritti dell'uomo furono fondamentali per l'instaurazione della monarchia costituzionale in Inghilterra durante la cosiddetta "Gloriosa Rivoluzione" del 1688. Anche dopo la sua morte, le idee di Locke hanno svolto un ruolo di primo piano durante il 18° secolo, contribuendo sia alla Rivoluzione Americana che a quella Francese. Un altro eminente pensatore fu un tedesco emigrato a Londra, che passò gran parte del suo tempo a scrivere alla British Library. Karl Marx (1818 - 1883) scrisse i fondamenti intellettuali del Comunismo che contribuirono ad alimentare le rivoluzioni Comuniste in Russia e in Cina nel 20° secolo.

Centinaia di milioni di persone vivono ancora oggi sotto l'influenza delle idee di questi due pensatori, ampia dimostrazione della potenza e della pervasività delle idee filosofiche. Se non ne siete convinti, da dove provengono le vostre idee sull'anima e sul posto dell'uomo nell'universo? (indizi: Platone e Darwin).


Riferimenti

(1) Singer, Peter. Applied Ethics. Oxford University Press: Oxford. 1986:226.   arrow_up
(2) Garner, Robert. Animal Ethics. Polity Press. 2005:12.   arrow_up
(3) Bentham, Jeremy. An Introduction to the Principles of Morals and Legislation. 1789:xvii:311.   arrow_up