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Come difendere i diritti degli animali

e vincere le battaglie in loro favore

 

Capitolo 4

Attività per i diritti degli animali

 


 

L'obiettivo di un salvataggio è liberare gli animali dalla sofferenza, fornendo loro aiuti veterinari se malati, affidandoli a chi se ne prende cura o reintroducendoli in natura. Un obiettivo importante, soprattutto nel caso dei salvataggi aperti, è quello di fare più pubblicità possibile per la causa dei diritti degli animali. I liberatori contattano i mezzi di informazione e la polizia, informandoli sull’azione e sulle ragioni che la motivano. Inoltre, essi sono pronti ad andare in tribunale per difendere il proprio operato e, se necessario, ad andare in prigione. Il salvataggio aperto risale agli anni ‘80, grazie all’australiana Patty Mark fondatrice dell’Animal Liberation Victoria di Melbourne. I salvataggi aperti si sono diffusi in Svezia, Germania e Stati Uniti.

 

Prepararsi ad un’operazione di salvataggio

È essenziale prepararsi in anticipo per un salvataggio aperto. Prima di tutto bisogna conoscere l’obiettivo e avere prove certe che vi siano perpetrati atti illeciti. Per ottenerle, si potrebbe commettere una piccola violazione per entrare nel luogo individuato o, se la sicurezza è stretta, cercare di entrare con metodi legali (es. cercare di lavorarci). In entrambi i casi bisogna raccogliere prove documentali con video e/o foto delle condizioni degli animali (vedi Investigatore e Video attivista, in questo Capitolo). Le prove raccolte sono importanti perché possono essere utilizzate come difesa in tribunale.
Duplicare le prove, consegnarle alle autorità competenti e chiedere che agiscano per ristabilire la legge. Se lo fanno la battaglia è vinta e si può cercare un altro obiettivo. Tuttavia, è possibile che le autorità non agiscano o siano lente e non facciano nulla di efficace, nel qual caso si può decidere di mettere in atto un salvataggio aperto. L'obiettivo del salvataggio è duplice: pubblicizzare gli abusi e la mancanza di azione da parte delle autorità.

A questo punto tornare all’obiettivo individuato e liberare o portare con sé almeno alcuni degli animali. Poi distribuire copie (preparate in anticipo) di volantini con i dettagli e le motivazioni dell’azione, e anche copie delle prove ai mezzi d’informazione, alla polizia e all’avvocato. Inoltre, chiedere che le autorità prendano finalmente le misure necessarie per porre rimedio agli abusi sugli animali. Dichiarare di accettare la prospettiva di essere giudicati in tribunale (per violazione di proprietà e furto) e di essere pronti a combattere e ad affrontare il carcere, se necessario, in difesa degli animali. La difesa si basa essenzialmente sulla possibilità che le autorità non compiano alcuna azione nei confronti degli autori dell’open rescue e che quindi non vi sia alcuna conseguenza legale, se non quella di portare la questione all'attenzione del pubblico e di cercare di ottenere la maggiore pubblicità possibile.

Si possono vedere video di salvataggi on-line; cercali sul tuo motore di ricerca digitando “open rescue” nel campo di ricerca.

 

Di cosa hai bisogno per essere un liberatore

Per realizzare un salvataggio:

  • Bisogna saper usare una videocamera o una macchina fotografica per raccogliere le prove.
  • Bisogna conoscere le leggi del proprio Stato sul benessere degli animali, per capire se il maltrattamento che si è scoperto è illegale o meno.
  • Devi raccogliere tutti gli elementi possibili riguardanti la struttura e i locali dell’edificio-obiettivo in cui verrà compiuto il salvataggio.
  • Devi sapere come gestire il rapporto con i media per ottenere la maggiore pubblicità possibile. (Vedi Capitolo 3: Mass Media.
  • Devi essere cosciente dell’eventualità di dover passare del tempo in carcere.

Per quello che riguarda i salvataggi clandestini, oltre a quello appena detto, aggiungi:

  • Essere capace di eludere la legge.

Per entrambi:

  • Devi essere convinto di quello che fai e accettarne tutte le conseguenze.

 

Aspetti positivi e negativi

I salvataggi aperti hanno aspetti positivi:

  • Non si colpisce nessuno fisicamente né si danneggiano proprietà (anche se alcuni liberatori sono stati accusati di danni alla proprietà) e pertanto nessuno può seriamente affermare che i liberatori siano “terroristi” che agiscono in difesa dei diritti degli animali (cfr. Capitolo 5, Terrorismo e Violenza o nonviolenza?).
  • Proprio per il fatto che non vengono compiuti danneggiamenti né viene fatto del male a nessuno, le notizie e gli articoli a riguardo si dovrebbero concentrare sugli animali, sulla loro sofferenza e sulla riluttanza delle autorità a far rispettare le leggi. Se, al contrario, saranno causati danni, i media si concentreranno su questo aspetto, col risultato di aver sprecato il vantaggio morale e giuridico.
  • È possibile ottenere un approccio positivo alla liberazione animale da parte dei media proprio perché i liberatori non nascondono la propria identità. L’onestà, la sincerità e la non-aggressività rendono il pubblico più solidale alla causa della liberazione animale e gli intenti verranno valutati come coraggiosi e sensibili. I salvataggi clandestini, invece, tendono a non conquistare la simpatia del pubblico e a rallentare il cambiamento della mentalità e delle leggi.

Naturalmente c’è anche un lato negativo:

  • I salvataggi aperti implicano un investimento maggiore di tempo, denaro ed energie rispetto ai salvataggi clandestini perché chi li mette in atto rischia di essere processato ed andare in prigione.
  • Dal carcere non si possono fare salvataggi - anche se si può trascorrere il tempo in modo utile, come ad esempio scrivere le proprie esperienze e i motivi che hanno portato ad essere un liberatore di animali.
  • Il salvataggio aperto non è un metodo per tutti: non tutti possono rischiare di andare in prigione o desiderano essere schedati.

Tuttavia il salvataggio di animali maltrattati è molto importante, soprattutto per gli animali. Mettendo a paragone i due tipi di salvataggio, quello aperto può essere più efficace nel senso che non solo vengono liberati alcuni animali ma, a lungo termine si può ottenere un migliore benessere per gli stessi, spingendo le autorità ad agire contro chi abusa di loro.
Anche ai salvataggi sono state portate delle critiche. Alcuni sono del parere che si debba rispettare la legge e, pertanto, non sia giusto compiere salvataggi, aperti o clandestini, ma si debbano perseguire i propri obiettivi con mezzi legali e democratici. Altri, invece, vedono i salvataggi come azioni positive che portano allo scoperto gli abusi nei confronti degli animali e, soprattutto, chi li compie. Se si è tentata ogni altra strada senza successo, allora l’unica alternativa è quella della disobbedienza civile e dell'azione diretta (si veda il Capitolo 3: Disobbedienza civile e azione diretta). L'aspetto ironico è che troppo spesso chi commette abusi sugli animali infrangendo la legge continua a farlo, mentre chi esegue salvataggi aperti spesso è perseguito dalla legge e finisce in prigione – un’ipocrisia sociale e giuridica!