Come difendere i diritti degli animali
e vincere le battaglie in loro favore
Capitolo 4
Attività per i diritti degli animali
1. Investigatore

Chi maltratta gli animali spesso lo fa di nascosto. Tuttavia, nella veste di investigatore, potresti infiltrarti e documentare gli abusi per renderli noti all’opinione pubblica. Le prove raccolte in questo modo possono anche supportare gli attacchi che le organizzazioni che difendono gli animali compiono contro chi li maltratta. E’ stato anche grazie ad una buona serie di prove documentate che le campagne pro-animali sono nate e sono state vinte.
Ne è un esempio il caso della “Unione Britannica per l'Abolizione della Vivisezione” (vedi Avvocato animalista, in questo Capitolo). Il governo britannico aveva concesso all’Università di Cambridge i permessi per fare sperimentazione sulle scimmie marmoset e l’Unione Britannica per l'Abolizione della Vivisezione (UBAV) portò il governo in tribunale per contestare questa decisione. Le prove della UBAV si basavano su un lavoro investigativo durato dieci mesi che certificava le sofferenze inflitte alle scimmie presso il laboratorio dell’Università. Nel contenzioso che ne seguì il giudice stabilì che, considerando le sofferenze delle scimmie, il Ministro aveva agito illegalmente concedendo i permessi all'Università.
Un noto caso di investigazione coinvolse l'Istituto per la ricerca biologica di Silver Spring, nel Maryland, nei primi anni ‘80. Alex Pacheco (co-fondatore del Gruppo per il Trattamento Etico degli Animali - People for the Ethical Treatment of Animals) decise di pendersi una vacanza di lavoro come volontario presso l'Istituto e riuscì a testimoniare che sui macachi venivano compiuti abusi che violavano le leggi sulla crudeltà nei confronti degli animali degli Stati Uniti. Egli chiamò la polizia e gli esperimenti furono fermati, con il risultato che ci fu il primo sequestro di animali in un laboratorio statunitense. La questione arrivò alla Corte Suprema degli Stati Uniti e il caso fu definito dai media ‘Le Scimmie di Silver Spring’. Il direttore del laboratorio fu il primo sperimentatore nella storia giuridica degli Stati Uniti ad essere condannato per crudeltà nei confronti di animali e il caso contribuì anche ad alcune modifiche nella legge per gli animali. Sebbene il ruolo di Pacheco sia stato fortuito, in quanto “inciampò” in una pratica corrotta piuttosto che intraprendere una deliberata azione di inchiesta, gli elementi sono gli stessi: riconoscere ciò che sta accadendo e acquisire le prove per un contenzioso.
Una delle rivelazioni più terribili fu ciò che accade negli allevamenti cinesi di animali da pelliccia, dove volpi, visoni, conigli e altri animali sono spesso scuoiati vivi (1), e poi ammucchiati, gli uni sugli altri, alcuni apparentemente ancora in vita. In questo caso, la documentazione video fu realizzata con il permesso degli allevatori, ma dimostra che gli investigatori devono osservare terribili atrocità e tuttavia svolgere il loro lavoro, apparentemente impassibili ma decisi ad andare avanti con la loro testimonianza.
Alti e bassi
La figura dell’investigatore sembra interessante; anzi spesso lo è…nei romanzi. Nella realtà è ben poco emozionante e comporta molte ore di lavoro. E quel poco di emozione ha un prezzo: • Sarai costretto ad essere testimone di crudeltà, nell’impossibilità di agire, e obbligato a gestire l’emozione. • Dovrai lavorare con le persone su cui stai indagando e, nel tuo ruolo di investigatore, sarai fondamentalmente solo. Non potrai fidarti di nessuno (ad eccezione forse di un “responsabile del caso”, al punto successivo). • Lavorerai anche di sera, oltre che di giorno. Se agisci sotto il patrocinio di un’organizzazione per i diritti degli animali, alla fine della giornata potresti dover riferire al “responsabile del caso” per analizzare e collocare le informazioni. E dovrai scrivere relazioni sulla giornata e pianificare quella successiva. Le stesse cose valgono anche se agisci per tuo conto. • Per svolgere un’indagine potresti dover viaggiare nel tuo paese o all'estero. Non tutte le indagini sono dietro l'angolo. Potresti dover rimanere lontano da casa per settimane o mesi e ciò potrebbe sconvolgere la tua vita sociale e familiare. Tuttavia, nel lungo termine, capirai che ciò che stai facendo aiuterà gli animali e la causa dei diritti degli animali e che non agirai di nascosto per sempre. Questi pensieri possono essere il tuo unico sostegno. C’è, però, un rovescio della medaglia più concreto: potresti aver la fortuna di essere pagato due volte, sia dalle persone su cui stai investigando (supponendo che ti sia infiltrato in una società che ti abbia assunto), sia dall’organizzazione per i diritti degli animali che ti ha ingaggiato come investigatore (a meno che non lo stia facendo a titolo gratuito).
Requisiti
Quali sono le qualità e le competenze per essere un investigatore? • Bisogna essere motivati e resistenti, determinati e tenaci per raggiungere l’obiettivo, perché è necessario aderire al piano operativo dall'inizio alla fine. • Si deve essere in grado di prestare attenzione ai dettagli, prendere decisioni e talvolta agire rapidamente e in modo lucido, sebbene sotto pressione. • Bisogna essere informati sulle questioni dei diritti e sul benessere degli animali e conoscere gli aspetti legislativi rilevanti in materia di protezione degli animali, in modo da sapere cosa si cerca. • Bisogna essere in grado di mantenere un segreto e non dire ad estranei, amici o familiari (tranne forse al partner) che si sta investigando. Si deve essere in grado di vivere “due personalità”. • Bisogna essere in grado di lavorare per lunghe ore e gestire due lavori in una sola volta: quello diurno, a contatto con animali maltrattati, e quello notturno, di stesura, valutazione e progettazione. • Bisogna essere stabili emotivamente e capaci di lavorare con altre persone. Vedrai animali soffrire ma dovrai essere insensibile come una roccia e continuare quello che stai facendo qualsiasi cosa accada. • Bisogna avere la capacità di documentare ciò che si sta indagando, sia che si utilizzino strumenti (vedere sotto, Strumenti) sia che si tratti di annotare scrupolosamente le proprie osservazioni per renderle pubbliche.
• Bisogna evitare di essere paranoici: più avrai paura di essere smascherato e maggiore sarà la possibilità che questo succeda. Se pensi di essere il tipo di persona che rimane fredda e razionale anche in situazioni estreme, forse hai la stoffa dell’investigatore!
Come si diventa investigatori?
Come si diventa investigatori? Ci sono due modi. A volte alcune organizzazioni cercano proprio quel tipo di figura e il “Gruppo per il Trattamento Etico degli Animali” è una di queste. Il gruppo organizza dei veri e propri corsi di addestramento ma pretende che i partecipanti abbiano un background animalista adeguato. L'altro modo è farlo per proprio conto. Cerca di infiltrarti, ad esempio facendoti assumere, o individua qualcuno che sia già inserito e che simpatizzi per la tua causa, e fai in modo che lavori per te, e così via. Quando avrai raggiunto una buona posizione per ottenere le prove che cerchi, o quando le avrai ottenute, presentati ad un’organizzazione per la difesa degli animali e proponile loro. Costruisciti una reputazione di investigatore affidabile, deciso e capace e potrai essere contattato.
Strumenti
Due utili strumenti digitali di sorveglianza ambientale sono le microcamere e le microtelecamere, sistemi di sicurezza costituiti da unità indipendenti (macchina fotografica, microfono, registratore, trasmettitore e batterie), che possono essere indossati o nascosti in una borsa o in una stanza e che, correttamente installati, sono di difficile individuazione.
Microcamera pinhole E’ una telecamera molto semplice da usare ed è estremamente piccola, anche più piccola di un pacchetto di sigarette, che può essere facilmente indossata, nascosta in posti molto angusti, o portata in una valigetta, in uno zaino o in una borsetta e gestita da remoto dopo che si è lasciata la borsa in posizione adatta. Il sistema offre una buona qualità di immagini e di suono, e può registrare per oltre sei ore continuative salvando i dati su una scheda da un gigabyte delle dimensioni di un francobollo. Tra le funzioni della telecamera c’è uno strumento di rilevamento del movimento che ferma la registrazione quando non vi è alcun movimento (con conseguente risparmio della batteria), un sistema di generazione di data e ora e la possibilità di connessione alla rete elettrica. Basta poi collegarla ad un monitor o ad un televisore per riprodurre le registrazioni. Microcamera a bottone Questa telecamera è nascosta letteralmente dentro un bottone. Se ne trovano di diversi colori e dimensioni e basta cucirlo su una camicia o su una giacca. Si collega poi la videocamera, munita anche di un microfono e di una batteria separati in modo da poter essere sistemati in posizioni più convenienti, ad un videoregistratore digitale in miniatura. È possibile registrare a colori e memorizzare ore di ottima qualità audio/video su una minuscola scheda da un gigabyte. Per la riproduzione, basta collegarla al monitor di un computer o ad un televisore. Come la microcamera pinhole, questo sistema produce automaticamente ora e data e può essere connesso alla rete elettrica. Un suo evidente vantaggio è che non ci si sente guardati con sospetto nel portare una borsa che nasconde una videocamera di normali dimensioni.
Avvertenze
Per ogni misura c’è una contromisura, perciò ricordatevi che gli addetti alla sorveglianza potrebbero rilevare i vostri strumenti. Un metal detector può scovare qualsiasi oggetto di metallo indossato o nascosto in una borsa. Inoltre, alcuni componenti della videocamera emettono un debole segnale elettronico facilmente rilevabile. I rivelatori sono sufficientemente piccoli per stare nel palmo di una mano e chiunque può farne uso senza particolari conoscenze tecniche; basta accenderlo, premere uno o due pulsanti e, se lampeggia, ha trovato qualcosa. Per non essere scoperti è meglio usare i sistemi di sorveglianza più recenti a prova di rilevatore. Tuttavia, se nessuno sospetta che lo stiate sorvegliando, non c’è nulla di cui preoccuparsi.
Riferimenti
(1) Hsieh-Yi; Yi-Chiao; Yu Fu; Maas B & Rissi, Mark. Dying for fur. A Report on the Fur Industry in China. EAST International/Swiss Animal Protection SAP. 2005. 
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